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RICORSO SCATTI PRECARI

AVVISO

Si avvisano i colleghi del comprensorio del Calatino che hanno aderito al ricorso proposto dall’Associazione Nazionale Orizzonte Docenti per la stabilizzazione dei precari e al riconoscimento degli scatti biennali , che la causa pendente presso il Tribunale di Caltagirone è stata discussa in prima udienza il 06/Novembre u.s. ed il G.L. ha rinviato per la decisione definitiva all’udienza fissata al  09 Luglio 2013;

Si avvisano i colleghi che hanno aderito al ricorso proposto dall’Associazione Nazionale Orizzonte Docenti, per la stabilizzazione dei precari e al riconoscimento degli scatti biennali, ricadenti nel comprensorio del tribunale di Catania, che la prima udienza che  avrebbe dovuto tenersi  domani 23 Novembre c.a. ,  per sopravvenuto trasferimento del Giudice ad altra sezione è stata rinviata d’ufficio al 10/5/2013 in attesa della designazione di altro Magistrato.

Precari, la scadenza del Collegato al lavoro slitta al 31 dicembre 2011

RICORSO SULLE REITERAZIONI DEI CONTRATTI SENZA ASSUNZIONE IN RUOLO


URGENTISSIMO

Si invita tutto il personale scolastico ( docente e ata ) a rivolgersi PRESSO LE SEDI DELLA NOSTR ASSOCIAZIONE  al fine di attivare il ricorso per il riconoscimento della stabilizzazione, del recupero degli scatti biennali e relativi risarcimenti danni.

L’urgenza dell’invito rivolto scaturisce dal fatto che dopo il31/dicembre 2011 non esiste più la possibilità di ricorrere.

Si rammenta che può ricorrere tutto il personale che si trova in una delle seguenti situazioni:

  1. Per il recupero degli scatti biennali e relativo risarcimento danni, tutto il personale precario che vanta almeno tre anni di incarico annuale e tutto il personale di ruolo che ha ricevuto il decreto di ricostruzione della carriera dalla data del novembre 2005 a tutt’oggi.
  2. Per la trasformazione del rapporto di lavoro (da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato) e relativo risarcimento danni, tutto il personale docente e ata, che sia in possesso del duplice requisito
  3. a) essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento,
  4. b) aver ricevuto incarichi annuali ( 30 giugno o 31 agosto) dalle predette graduatorie permanenti e/o ad esaurimento.

Per  informazioni CHIAMA IL 329/9171025

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Castel di Iudica

Via Garibaldi 55,
  
TEL 095 2275919 / 329 9171025
Lunedì -  Mercoledì – Venerdì
dalle ore 16,alle 20,00
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 Lunedì  Giovedì dalle ore 16,00 alle 20,00
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Grammichele

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26 Risposte a “RICORSO SCATTI PRECARI”

  1. gabriella ha detto

    Salve oggi 10/06/2013, un mese dalla data dell’ udienza fissata per il 10/05/2013, si sa qualcosa?
    Aspetto un commento dai gestori del sito, mi sembra DOVEROSO.
    Grazie

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  2. gabriella ha detto

    IL 10 APRILE DELLA FLC-CGIL: IL FUTURO DEI LAVORATORI PRECARI DELLA CONOSCENZA È IL FUTURO DELL’ITALIA

    09/04/2013

    La Flc-Cgil ha indetto per domani, mercoledì 10 aprile alle 14, un presidio a Roma presso il Ministero dell’Istruzione per il quale ha chiesto un incontro con il Ministro Profumo. Il Coordinamento precari della conoscenza della FLC CGIL presenterà una piattaforma
    Un piano di rifinanziamento della ricerca, della scuola, dei conservatori, delle accademie e delle università pubbliche che parta dallo sblocco del turn-over e dall’incremento progressivo del tasso d’investimento sull’istruzione e la ricerca in rapporto al Pil. Perché la conoscenza non è un costo, ma una risorsa necessaria per lo sviluppo culturale, sociale ed economico.
    Una nuova centralità per il Contratto Collettivo Nazionale, inclusivo e rafforzato, che equipari, a parità di prestazione, i diritti del personale a tempo determinato con quello a tempo indeterminato.
    Un nuovo welfare universalistico e inclusivo di diritti e tutele, fuori e dentro il lavoro: continuità di reddito per chi lavora con contratti precari e un reddito minimo per chi non può accedere agli ammortizzatori sociali.
    Un piano pluriennale di stabilizzazione e di reclutamento di tutti i precari della scuola, docenti e ATA.
    No a nuovi concorsi senza prima avere definito il piano pluriennale di stabilizzazione dei precari iscritti nelle graduatorie e l’aumento degli organici.
    Istituzione dell’organico funzionale al POF per Docenti e ATA con il superamento della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto. Previsione di figure tecniche nell’organico della scuola del primo ciclo al fine di garantire la piena funzionalità dei laboratori.
    Ritiro immediato del decreto sul passaggio dei docenti inidonei e degli ITP ex EE.LL. sui profili ATA e scongelamento delle quote di organico dei posti di assistente tecnico per l’utilizzo degli ITP soprannumerari nella provincia.
    Immissioni in ruolo su tutti i posti liberi del personale ATA con decorrenza 1 settembre 2012.
    Stabilizzazione di tutti i precari, in tutte le forme atipiche, negli Enti Pubblici di Ricerca. Piena esigibilità dell’art. 5 del CCNL (tenure track) per la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a TD, che deve diventare l’unica forma di reclutamento precaria.
    Proroga dei contratti in scadenza nella Ricerca entro quest’anno (2013), con risorse necessarie subito disponibili.
    Superamento dei vincoli di assunzione, come il limite delle piante organiche e del turn over negli Enti Pubblici di Ricerca, e programmazione ciclica per il reclutamento.
    Unificazione nelle Università di tutti le tipologie di contratto precario in un unico contratto pre-ruolo.
    Piano straordinario di reclutamento e poi un piano ordinario di assunzioni con scadenze definite e cicliche nelle Università . In particolare si deve puntare verso il reclutamento di Ricercatori a temp determinato esclusivamente di tipo B (tenure track).
    Stabilizzazione per il personale tecnico amministrativo precario delle Università.
    Valorizzazione del dottorato di ricerca come primo gradino della ricerca, come sancito dalla Carta europea dei ricercatori, e rifinanziamento delle borse di dottorato.Inoltre, bisogna riconoscere a tutti i precari, docenti e tecnico-amministrativi la partecipazione e della rappresentanza negli organismi di Ateneo.
    Riconoscimento dell’elettorato attivo e passivo alle RSU per i precari della conoscenza.
    Stabilizzazione nelle Accademie di Belle Arti e nei Conservatori e immediata emanazione del regolamento per il reclutamento. Finanziamento degli Istituti Superiori di Studi Musicali per scongiurarne la chiusura.
    Certezza e regolarità del pagamento dello stipendio e delle ferie non godute per i supplenti nella scuola statale, che garantiscono il diritto all’istruzione.

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  3. gabriella ha detto

    08/04/2013

    Il Tribunale di Biella ha accolto 43 ricorsi proposti dall’Anief, riconoscendo ad altrettanti docenti precari il diritto alla stessa progressione stipendiale di cui usufruiscono i docenti di ruolo. Dovrà pagare 250mila euro per le differenze di salario

    di rassegna.it

    Il ministero dell’Istruzione “discrimina i precari e viola le disposizioni europee”. A sostenerlo è l’Anief, l’associazione sindacale professionale. Il Tribunale di Biella ha accolto 43 ricorsi proposti dall’Anief stessa, riconoscendo ad altrettanti docenti precari il diritto alla stessa progressione stipendiale di cui usufruiscono i docenti di ruolo. E’ quanto si legge in una nota.

    Il dicastero non può permettersi di considerare i precari “lavoratori di serie B”, aggiunge. ‘Il nostro sindacato – spiega il comunicato – ha dimostrato più volte nei tribunali di tutta Italia che il disegno speculativo del Miur, volto a un’evidente operazione di risparmio nei confronti ed a danno dei lavoratori precari, si realizza anche attraverso il mancato riconoscimento agli stessi di qualsiasi progressione stipendiale e, in particolare, degli scatti di anzianità”.

    “Questa condotta, che fa percepire ai lavoratori per tutto il periodo di precariato unicamente la retribuzione di base, si pone in aperto contrasto con i principi costituzionali di ragionevolezza e di equità retributiva. Forti delle ragioni dettate dall’Unione Europea e dalla Costituzione italiana – continua l’Anief – abbiamo chiesto al Giudice del Lavoro di Biella, Maria Rosaria Pietropaolo, la disapplicazione della normativa interna ottenendo la condanna del ministero dell’Istruzione al pagamento della cifra complessiva di circa 250mila euro per le differenze stipendiali non corrisposte a seguito dei plurimi contratti a tempo determinato stipulati nel corso degli anni con 43 docenti iscritti”.

    gabriella

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  4. gabriella ha detto

    Ma c’è qualcuno che legge i commenti???????

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  5. gabriella ha detto

    copio e incollo dalla repubblica.it del 04-03-2013

    Mancata assunzione di precari:
    ministero condannato a risarcimento

    La sentenza del giudice del lavoro di Trapani Mauro Petrusa ha dato ragione a due insegnanti: il danno è stato quantificato in 150mila euro per uno e quasi 170mila per l’altro. Applicata una normativa europea. Se tutti i 10mila supplenti annuali si rivolgessero al tribunale, il governo potrebbe dover sborsare un miliardo e mezzo
    di SALVO INTRAVAIA
    Lo leggo dopo

    APPROFONDIMENTI
    ARTICOLO
    Via i neoassunti per far spazio ai precari
    esposto contro l’ufficio scolastico
    Risarcimenti record ai precari della scuola che si rivolgono al tribunale per la mancata assunzione in ruolo dopo anni di supplenze. Il giudice del lavoro di Trapani, Mauro Petrusa, ha condannato il ministero dell’Istruzione a risarcire due insegnanti precari – uno di Educazione fisica e l’altro di laboratorio di Elettronica – con somme record: 150mila euro al primo e quasi 170mila al secondo. E adesso viale Trastevere potrebbe trovarsi a fronteggiare un nuovo assalto da parte dei supplenti annuali che chiedono l’applicazione della normativa comunitaria in materia di abuso di contratti a tempo determinato. Se i 10mila supplenti annuali che in passato hanno ottenuto l’incarico fino al 31 agosto si rivolgessero ai giudici, il governo si potrebbe trovare nelle condizioni di sborsare la stratosferica cifra di un miliardo e mezzo di euro.

    Petrusa, in due recenti sentenze di primo grado, ha semplicemente preso alla lettera e applicato la disposizione comunitaria, recepita anche dal governo italiano, che vieta la stipula di contratti a tempo determinato, in qualunque settore lavorativo – istruzione compresa – sine die. La battaglia dei due precari è stata condotta col patrocinio dell’Anief, il sindacato della scuola che in questi ultimi anni ha aperto un nuovo fronte nelle relazioni sindacali col ministero dell’Istruzione, lanciando una serie di ricorsi – come quelli sulle graduatorie permanenti e più di recente quello che ha consentito a 7mila esclusi al quizzone del concorso a cattedre, ancora in fase di svolgimento, di approdare ugualmente agli scritti nonostante avessero raggiunto uno score inferiore ai 35 punti – che hanno colto nel segno.

    La normativa europea è chiara: in mancanza di valide motivazioni, non è possibile abusare del contratto a tempo determinato. E questo vale anche per lo Stato italiano. I due precari, Giuseppe P. e Fabio P., hanno lavorato per diversi anni come supplenti, nominati dal Provveditorato agli studi di Trapani, ma su posto vacante. In buona sostanza, i due lamentano di non essere stati assunti in ruolo nonostante il posto loro assegnato fosse libero. Diversa è la situazione dei supplenti nominati fino al termine delle lezioni, su posti temporaneamente vacanti per l’assenza del titolare – lunga malattia, gravidanza, distacco sindacale ed altro – che non consentirebbe in ogni caso l’assunzione a tempo indeterminato.

    Ogni anno sono migliaia i supplenti annuali, nominati su posto vacante. Il ministero ha giustificato questa pratica appellandosi alla specificità del settore scolastico che non consentirebbe di coprire tutti i posti vacanti anno per anno. Una spiegazione che non ha convinto il giudice, anche perché un paio di anni fa il ministro Gelmini si era impegnata con i sindacati a coprire con assunzioni in ruolo per un triennio tutte le cattedre libere. Ma poi – di fronte alle tante sentenze dei giudici del lavoro che imponevano al ministero di trasformare a tempo indeterminato i contratti dei supplenti che si erano rivolti al tribunale – il governo Monti ha preferito risolvere il problema con una leggina che, nella pubblica amministrazione, vieta la trasformazione sic et simpliciter dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

    Così Petrusa, dovendo applicare la normativa comunitaria, ha pensato di quantificare il danno subito dal precario per lo stato di perenne incertezza in cui versa in virtù del contratto che viene rinnovato annualmente e che spesso non dà diritto né a scatti stipendiali, né al pagamento dei mesi estivi. E lo ha fatto seguendo un ragionamento logico. Quanto guadagnerebbe fino alla pensione un precario della scuola se venisse assunto a tempo indeterminato, scatti stipendiali compresi e mesi estivi pagati? E quanto guadagna invece se viene nominato con contratti a tempo determinato fino alla pensione? Al giudice che ha emesso le due sentenze di risarcimento è bastato fare la differenza e rivalutare il tutto secondo i tassi vigenti. In totale: 150mila e 170mila euro che rischiano di creare un grave problema al futuro governo.
    (04 marzo 2013) © RIPRODUZIONE RISERVATA

    gabriella

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  6. gabriella ha detto

    Buongiorno,
    nell’ interesse di tutti e per il principio di condivisione delle informazioni mi preme pubbicare questo articolo tratto dalla tecnica della scuola a firma Alessandro Giuliani.
    Credo sia necessario che anche il ricorso curato da O.D. sia sottoposto alla corte europea, forse è una speranza piu’ concreta per ottenere giustizia.
    Non mi risulta che fino ad oggi si sia agito in tal senso e chiedo ai responsabili di O.D perche’?
    Sarebbe anche utile pubblicare on line gli sviluppi del caso costantemente altrimenti che senso ha il sito internet.
    Inoltre invito tutti gli altri docenti coinvolti a partecipare alla discussione su questo sito.

    ASSUNZIONE PRECARI “STORICI”, OLTRE 100MILA SPERANO NEI GIUDICI EUROPEI

    18/01/2013
    A dispetto della sentenza di Cassazione dello scorso giugno, che sembrava aver chiuso la questione, negli ultimi mesi tutti gli accadimenti hanno giocato a favore dei supplenti con almeno 36 mesi di servizio su posti vacanti: in 20mila hanno già fatto ricorso. E dopo l’Anief, anche Gilda e Cgil si giocano la carta dei tribunali super partes d’oltre confine.
    Sta assumendo proporzioni mastodontiche la spinta dei precari “storici” della scuola verso la stabilizzazione: a presentare ricorso per l’immissione in ruolo sarebbero ormai oltre 20.000 tra supplenti docenti e Ata. Si tratta di personale che ha svolto almeno 36 mesi di servizio su posti vacanti, esattamente come stabilisce una direttiva comunitaria, la 1999/70/CE, fatta propria da diversi tribunali del vecchio Continente.
    L’aspetto curioso della vicenda è che la sentenza della Cassazione del 20 giugno scorso, che nella reiterazione dei contratti dei supplenti docenti e Ata non ha ravvisato alcuna anomalia, sembra aver dato vigore al popolo dei ricorrenti.
    La prima risposta è arrivata dall’Anief, che ha subito “bollato” la sentenza dei giudici ermellini figlia di un “istinto comprensibilmente conservatore, come era del resto prevedibile, vista l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione”. Ma non solo: preso atto che anche la trattativa con la Funzione Pubblica non avrebbe portato ad alcun risultato, in autunno il suo presidente, Marcello Pacifico, si è recato a Bruxelles per consegnare personalmente alla Commissione Ue la documentazione utile a fare da apripista a migliaia di ricorsi.
    E le pressioni non hanno tardato a produrre frutti: l’Ue ha infatti aperto una procedura d’infrazione contro l’inosservanza dell’Italia proprio per la violazione della normativa sulla reiterazione dei contratti a tempo determinato.
    Ma non finisce qui. Perché il 2013 si è aperto con un altro punto a favore dei precari. Un giudice del tribunale del lavoro di Napoli, Paolo Coppola, che doveva decidere sulla richiesta di assunzione in ruolo di una professoressa precaria, Raffaella Mascolo, ha infatti chiesto di sollevare la questione di pregiudizialità davanti alla Corte di Giustizia del Lussemburgo. Tornando così a tirare per la giacca i magistrati europei. I quali sulla questione non sembrano avere troppi dubbi.
    Gli ultimi accadimenti sulla vicenda hanno indotto anche altri sindacati della scuola a muoversi. Anche perché il numero di potenziali ricorrenti è altissimo: gli ultimi dati della Ragioneria dello Stato indicano oltre 113mila docenti e Ata precari con oltre 36 mesi di servizio alle spalle.
    Il 17 gennaio hanno emesso un chiaro comunicato in merito, prima la Fgu-Gilda degli Insegnanti e poi la Flc-Cgil. Il primo sindacato ha fatto sapere che “la Fgu, che ha già vinto numerose cause di risarcimento riguardanti la stabilizzazione dei precari con oltre tre anni di servizio, è stata legittimata a stare in giudizio davanti alla Corte di Strasburgo a difesa degli insegnanti precari”. Il coordinatore nazionale della Fgu-Gilda, Rino Di Meglio, ha ricordato che ad inizio gennaio il giudice Coppola “ha posto il problema delle continue contraddizioni in cui sono cadute finora le decisioni assunte dalla Corte di Cassazione in questo ambito, sottolineando anche la questione della retroattività dei provvedimenti adottati dal Parlamento italiano e l’incoerenza con quanto previsto dalla normativa europea”.
    Anche Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, ha ricordato che “il tribunale di Napoli ha riconosciuto alla nostra organizzazione il diritto di costituirsi in giudizio alla Corte di Giustizia Europea in quanto rappresentativa degli interessi di questi lavoratori”. Per il leader del sindacato confederale “questa decisione rende ancora più forte l’impegno della Flc a favore di una battaglia di civiltà per dare sicurezza e futuro alle persone e alla scuola che così può contare su personale qualificato e stabile”. Pantaleo ha sottolineato che la sua organizzazione chiederà “al prossimo Governo prioritariamente un credibile piano pluriennale di stabilizzazione dei precari. Si tratta di una tappa importante che è il frutto di una lunga e diffusa campagna politica e vertenziale promossa dalla FLC a partire dal 2010 contro il Collegato Lavoro voluto dall’allora Ministro Sacconi”, ha concluso Pantaleo.
    Ora si entrerà, presumibilmente, in una fase di stand by. Che si concluderà in primavera. Quando il nuovo Governo italiano avrà scoperto le nuove carte. E fatto capire se allinearsi all’Ue. O continuare a lasciare i supplenti in balia del loro destino da precari anche per venti e più anni.

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  7. gabriella ha detto

    dalla tecnica della scuola del 10-01-2013 IMPORTANTE DA SEGUIRE
    10/01/2013
    Sulla pesante problematica relativa all’assunzione dei precari con più di 36 mesi di servizio a tempo determinato, l’Anief aveva fatto ricorso nel 2011, la Cassazione l’aveva bocciato; l’Anief ne ha fatta un altro. A questo punto il giudice del lavoro di Napoli ha spedito tutto alla Suprema Corte europea di Strasburgo
    Il giudice del lavoro di Napoli ha rinviato il 2 gennaio 2013 alla Suprema Corte un ricorso il cui esito interesserà quelli presentati da più di 20.000 precari della scuola con contratti a tempo determinato per un periodo superiore a 36 mesi, in merito alla legge derogatoria n. 106/11. La sentenza sarà vincolante per ogni giudice nazionale. Anief chiederà la sospensione dei processi in corso.
    L‘Anief, nel gennaio 2010 lancia sulla stampa la campagna di denuncia di violazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE da parte dello Stato italiano che, in un decennio, ha utilizzato più di 300.000 precari per coprire incarichi anche su posti vacanti e disponibili che dovrebbero essere assegnati in ruolo dopo 36 mesi di servizio, come nel privato.
    Nel 2011 partono i ricorsi seriali dell’Anief per migliaia di precari, a cui fanno seguito anche quelli di altre organizzazioni sindacali, con condanne alle spese che nelle prime udienze di merito arrivano fino a 30.000 euro di risarcimento danni a carico dell’amministrazione per abuso del contratto a termine e in alcuni – pochi – casi alla stabilizzazione, tanto da indurre il Governo Berlusconi a presentare con decreto legge in Parlamento una norma derogatoria che vorrebbe interpretare retroattivamente il decreto legislativo 368/01 (con il quale l’Italia ha recepito la suddetta direttiva) e la legge 124/99 (che disciplina l’affidamento degli incarichi di supplenza annuale).
    Nei mesi scorsi, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, dopo l’apertura di alcune procedure di infrazione – una, la 2120/10 trasformata in messa in mora da parte della Commissione UE -, era volato a Bruxelles per depositare una circostanziata denuncia a cui è seguito l’invio di altre migliaia di denunce dal contenuto analogo da parte dei precari della scuola, su testi redatti dagli avvocati Ganci, Miceli e Galleano. Ora, il giudice del lavoro di Napoli rimette gli atti a Strasburgo e chiede ai colleghi europei di pronunciarsi sulla legittimità dell’intervento retroattivo e derogatorio del legislatore italiano in tema di stabilizzazione dei precari della scuola. In caso di risposta negativa, ovvero di censura della norma italiana, ogni giudice del lavoro dovrà adeguarsi e ordinare la stabilizzazione del ricorrente precario oltre a condannare alle spese legali il Miur. Soltanto così sarà messa la parola fine a una cattiva abitudine che mortifica la condizione lavorativa di migliaia di precari della scuola e incide anche non soltanto sulla continuità didattica ma sulla motivazione professionale.

    Gabriella

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  8. Gabriella ha detto

    Mi chiedo, ma e’ possibile che questo sito non venga aggiornato su un argomento così’ importante? Riguardo alla prima udienza correggo la data: 14 /11/2012, oggi 17/11/2012 e nessuno scrive nulla in proposito….se oltre a me c’e qualcun altro che ha sottoscritto il ricorso, pagando € 100 e aspetta notizie in merito, vi esorto a scrivere e fare sentire la vostra opinione.
    Grazie
    Gabriella CT

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  9. gabriella ha detto

    In attesa della prima udienza fissata per il 18 novembre 2012 spero tanto che il giudice annulli l’ eterna contraddizione in cui versa spesso lo STATO e che nel caso specifico, a fronte di una legge da Lui istituita e valida per pubblici e privati (vedasi ultime assunzioni in Rai o Pt), secondo la quale dopo tre anni di contratto a tempo determinato scatta l’ obbligatorietà di assunzione a tempo inderminato; si affretta a revisionare e correggere con effetto retroattivo la stessa per non assumere gli eterni insegnanti precari che anche da decenni lavorano con contratti a tempo determinato!

    VERGOGNA

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  10. gabriella ha detto

    Salvea
    ho letto diverse sentenze in cui i giudici si sono pronunciati sempre in favore degli insegnanti precari, ultima di queste notizie su repubblica di qualche settimana fa;
    non credete che ci siano i presupposti perche’ il ricorso di cui si aspetta esito possa essere favorevole per noi? a proposito del ricorso qualcuno ha notizie recenti?
    e’ da dicembre 2011 che tutto tace, sul sito non viene pubblicata alcuna notizia, non sarebbe il caso che gli utenti vengano informati circa l’evolversi del ricorso?(mi rif. ai responsabili del sito)
    Spero che questa mia faccia si che si rompa il silenzio.
    gabriella catania

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  11. anna ha detto

    ho i requisiti per il ricorso in esame, l’insicurezza mia e di altri miei colleghi non è quella di sostenere inizialmente 250 euro di spese legali, ma bensì subordinata ad eventuali spese processuali aggiuntive in caso di mancato accoglimento della vertenza da parte del Tribunale competente.
    Qualcuno parla di oltre 500 euro quali possibili spese di giustizia.
    Secondo voi queste considerazioni risultano degue di attendibilità?
    Distinti saluti.
    Anna

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  12. chiara ha detto

    buona sera vorrei sapere se posso ben sperare facendo un ricorso anche a mie spese(dato che non ho alcuna notizia circa il ricorso “cumulativo” fatto con il sindacato al quale sono iscritta)….da 10 anni precaria da 8 scelgo posti vacanti fino al 31 08 . la mia posizione in grad. ad esaurimento non mi lascia sperare al ruolo nemmeno nei prossimi 3 anni!

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  13. Rino ha detto

    sono precario da 4anni , dal 2007 vorrei sapere se posso procedere al ricoro al ruolo …

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  14. francesco ha detto

    anche ki non a fatto ricorso viene risarcito?

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  15. ilaria ha detto

    salve, sono al secondo incarico annuale, con contratto in scadenza 30 giugno 2011. da quanto ho capito non posso presentare il ricorso giusto?mi sembrerebbe fuori luogo inoltre, visto che ci sono tantissime persone precarie da molti anni…

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  16. Katia ha detto

    Buongiorno
    leggevo un articolo di giornale in cui è scritto che possono presentare richiesta di riconoscimento degli scatti stipendiali soltanto coloro i quali, pur essendo di ruolo, dal 1999 in poi siano stati per almeno 3 anni di servizio non di ruolo.
    Dal certificato di servizio di mia madre leggo “Dall’anno scolastico 2001/2002 – nel periodo 01/09/2001 – …” servizio di ruolo etc…etc…
    E’ giusto considerare che è in ruolo dal 2001/2002, giusto?
    E quindi…può o non può presentare ricorso?
    Grazie e Buona giornata

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  17. Ciro ha detto

    Ho fatto 3 annuali come collaboratore scolastico 2006-07,2007-08,2008-09 più 2 progetti salvaprecari co.co.co. 2009-2010 e
    2010-2011 in corso.
    Vorrei sapere se posso fare ricorso.
    grazie

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  18. FRANCESCO ha detto

    E’ possibile fare ricorso se negl’untimi 4 anni uno è stato fatto presso una scuola paritaria?

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  19. orizzontedocenti ha detto

    Certo che puoi ricorrere

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  20. nicola sgro ha detto

    In g a e dal 1980 incarichi sino altermine delle lezione dal 1999 al 2007/2008 a Reggio Calabria. In ruoloa Catanzaro dal 2008/2009. Posso ricorrere per l’immissione per la provincia di Reggio Calabria?

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  21. Elisabetta ha detto

    Buonasera,
    sono una Docente non abilitata che ha ricevuto per due anni di seguito 2007/2008 e 2008/2009 incarico annuale su posto vacante. Posso partecipare alla class action Codacons e, quindi, a tutti i vari ricorsi, pur non essendo inserita nella GAE???
    Fiduciosa un una sollecita risposta, ringrazio per la cortese attenzione e porgo i miei più distinti saluti.

    Elisabetta

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  22. orizzontedocenti ha detto

    sicuramente si
    cordialità
    La direzione

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  23. stanisci giusy ha detto

    sono precaria da 10 anni negli anni 2005/2006,2006/2007,2007/2008
    ho avuto incarichi sino al 30 giugno su sostegno però dal dirigente
    scolastico.Posso inoltrare qualche ricorso!grazie

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  24. claudio ha detto

    Sono un docente a tempo indeterminato di scuola primaria,laureato, su posto di sostegno.Ho cominciato a lavorare con incarichi annuali da graduatoria dall’anno scolastico 2000/2001 (contratto fino al 30 giugno 2001!!!), poi 2001/2002,2002/2003,2003/2004 e 2004/2005 contratti fino al 31 agosto. Dal 1 settembre 2005 sono andato in ruolo ed il decreto di ricostruzione di carriera mi è stato dato a febbraio 2006.
    Alla luce delle novità introdotte dalla legge 183 quali diritti potrei rivendicare e quali ricorsi potrei produrre ed a chi inviare raccomandate entro il 23 gennaio prossimo venturo?Ci sono dei modelli?Grazie per la sicura risposta che vorrete assicurarmi.

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  25. Salve sono precario da 10 anni circa, ho avuto quasi sempre supplenze annuali ma non ho ancora avuto nessuno scatto d’anzianità. Vorrei sapere come calcolare l’anzianità, come richiedere gli arretrati e come ottenere l’adeguamento dell’anzianità contrattuale.
    Grazie per l’attenzione e la cortesia

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  26. adelaide ha detto

    vorrei sapere se posso fare il ricorso scatti precari, avendo lavorato dal 2006 al 2009 sulla scuola secondaria statale senza abilitazione,che ho invece per quella primaria.Nell’anno 2006/2007 ho prestato serviziodal 18/10 al 30/6;nell’anno2007/2008 dal 20/10 al 23/12 su una scuola media e dal 7/01 al 07/06 su un’altra scuola;nell’anno 2008/2009 dal 10/02 al 30/06.Presso la scuola primaria ho lavorato solo nel 2000/2001. grazie

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