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Concorsi sì, ma prevale l’esigenza di svuotare le graduatorie…

Posted by orizzontedocenti su 11 gennaio 2012

Bisogna considerare due insiemi diversi: l’insieme degli insegnanti in graduatoria e l’insieme dei giovani che non hanno ancora quest’opportunità. La legge prevede un doppio canale di inserimento all’interno della scuola e questo canale ad oggi è previsto al 50% sulle graduatorie e al 50% per le persone fuori graduatoria“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Francesco Profumo ai microfoni di Radio Uno.

Quello a cui io sto lavorando – ha spiegato Profumo – è la possibilità di conservare questo doppio canale però con percentuali diverse, quindi una percentuale più grande per svuotare con maggiore rapidità il contenitore delle graduatorie e un progetto giovani con percentuali più ridotte per le persone che non sono ancora in graduatoria“.

Il ministro dell’Istruzione ha sottolineato che il tema centrale è quello di “trovare una modalità per cui il concorso abbia una particolare attenzione per i giovani e su questo stiamo lavorando perché se avremo dei numeri ragionevoli sul concorso questo ci consentirà di pensare anche a una forma di selezione diversa in cui si valuteranno non solo le competenze dei nostri docenti futuri ma anche la loro capacità di insegnare, la loro capacità di stare in classe, la loro capacità di rapportarsi con i giovani. Naturalmente il concorso sarà per quelle classi di concorso in cui ci saranno posti liberi“.

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2 Risposte to “Concorsi sì, ma prevale l’esigenza di svuotare le graduatorie…”

  1. A modest proposal | per il governo Monti realistico e untitrust_sottovalutare la formazione universitaria degli insegnanti è uno scempio anche per le scelte di vita e le prospettive connesse alla socializzazione culturale e tal volta alto culturale degli insegnanti_si dovrebbe a mio avviso ricorrere ad altri strumenti protettivi come la formazione con le 150 ore durante l’università installandola sul tirocinio come incentivo a precorrere il riscatto di crediti pensionistici in formati diversi oltre a compiere stage linguistici, tenere conto di fattori di maturazione e del bagaglio formativo famigliare forse direttamente connesso a forme di predisposizione_per questo sarebbe giusto ripristinare il formato quadriennale (più due) per chi prolunga la carriera nell’insegnamento instaurando un rapporto corretto con la SSIS nella continuità didattica nella stesse sede universitaria anche con borse di studio e aiuti residenziali adeguati, ovvero eventualmente anticipando alcuni aspetti formativi del tirocinio se uno studente ha fatto i corsi didattici assimilati e quindi ritenere la valutazione per la formazione in ruolo richiedendo con trasparenza diaristica di bordo; il corso di specilizzazione di doppio livello, I e II annualità, dovrebbe essere inserito in una prassi di diritto civile/penale/studio/autore – che sono le prassi nell’immediato che gli competono – quindi diritto alla salute – per porre dei limiti allo stress da concorrenza sleale in luoghi di lavoro privi di strumenti di decompressione – quanto uno sfruttamento anomalo in ambito di sviluppo di casi fittizi quanto falsi e vampiristici. Gli istituti dovrebbero evitare la concentrazione delle cariche di rappresentanza su uno studente e sulla sua famiglia onde evitare idolatrie e distorsioni della realtà e moderare le pressioni dei bulli con la coadiuvazione del sostegno – in quanto anche la violenza verbale, non verbale, comportamentale sembra sempre di più connessa con medio grandi deficit culturali e coperazionali.
    Secondariamente e non meno coerentemente chiederei l’abolizione delle sovrintendenze che adottano la carica del presidio perché non ottemperano a mio avviso la necessaria indipendenza e l’abolizione dei servizi di gestione delle risorse per un ripristino del nome e del valore del termine sovrintendenza che comporti sorveglianza negli abusi contrattuali e di diritto che scorrono sotto specie di ‘violenza interpretativa’ per evitare concetti ed espressioni assolutistici e dunque anacronismo e distorsioni continue. Rispetto e armonizzazione provinciali delle leggi che costituiscono riserve, per il diritto di permanenza nella lista graduata, nella forma più giusta dell’applicazione della Carta Costituzionale e dei diritti umani.
    Terzo, che il passaggio di cattedra possa avvenire mediante la presentazione di curriculum di aggiornamenti scientifici e di un progetto di ricerca di fronte ad una commissione della Sovrintendenza e dunque mediante l’acquisizione di una certificazione della lingua internazionale corrente di livello sopra l’8 del toefl o medesimo.

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  2. A modest proposal | per il governo Monti realistico e untitrust_sottovalutare la formazione universitaria degli insegnanti è uno scempio anche per le scelte di vita e le prospettive connesse alla socializzazione culturale e tal volta alto culturale degli insegnanti_si dovrebbe a mio avviso ricorrere ad altri strumenti protettivi come la formazione con le 150 ore durante l’università installandola sul tirocinio come incentivo a precorrere il riscatto di crediti pensionistici in formati diversi oltre a compiere stage linguistici, tenere conto di fattori di maturazione e del bagaglio formativo famigliare forse direttamente connesso a forme di predisposizione_per questo sarebbe giusto ripristinare il formato quadriennale (più due) per chi prolunga la carriera nell’insegnamento instaurando un rapporto corretto con la SSIS nella continuità didattica nella stesse sede universitaria anche con borse di studio e aiuti residenziali adeguati, ovvero eventualmente anticipando alcuni aspetti formativi del tirocinio se uno studente ha fatto i corsi didattici assimilati e quindi ritenere la valutazione per la formazione in ruolo richiedendo con trasparenza diaristica di bordo; il corso di specilizzazione di doppio livello, I e II annualità, dovrebbe essere inserito in una prassi di diritto civile/penale/studio/autore – che sono le prassi nell’immediato che gli competono – quindi diritto alla salute – per porre dei limiti allo stress da concorrenza sleale in luoghi di lavoro privi di strumenti di decompressione – quanto uno sfruttamento anomalo in ambito di sviluppo di casi fittizi quanto falsi e vampiristici. Gli istituti dovrebbero evitare la concentrazione delle cariche di rappresentanza su uno studente e sulla sua famiglia onde evitare idolatrie e distorsioni della realtà e moderare le pressioni dei bulli con la coadiuvazione del sostegno – in quanto anche la violenza verbale, non verbale, comportamentale sembra sempre di più connessa con medio grandi deficit culturali e coperazionali.
    Secondariamente e non meno coerentemente chiederei l’abolizione delle sovrintendenze che adottano la carica del presidio perché non ottemperano a mio avviso la necessaria indipendenza e l’abolizione dei servizi di gestione delle risorse per un ripristino del nome e del valore della termine sovrintendenza che comporti sorveglianza negli abusi contrattuali e di diritto che scorrono sotto specie di ‘violenza interpretativa’ per evitare concetti ed espressioni assolutistici e dunque anacronismo e distorsioni continue. Rispetto e armonizzazione provinciali delle leggi che costituiscono riserve, per il diritto di permanenza nella lista graduata, nella forma più giusta dell’applicazione della Carta Costituzionale e dei diritti umani.
    Terzo, che il passaggio di cattedra possa avvenire mediante la presentazione di curriculum di aggiornamenti scientifici e di un progetto di ricerca di fronte ad una commissione della Sovrintendenza e dunque mediante l’acquisizione di una certificazione della lingua internazionale corrente di livello sopra l’8 del toefl o medesimo.

    Un grande saluto
    cordialmente
    Tania

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