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Decurtazioni e super-controlli: penalizzati i malati “una tantum”

Posted by orizzontedocenti su 5 luglio 2008

Decurtazioni e super-controlli: penalizzati i malati “una tantum”

di Alessandro Giuliani

La “stretta” contenuta sempre nel decreto legge n. 112. Queste le novità: si paga solo lo stipendio base per la malattia che duri meno di 10 giorni; dopo la prima volta accettati certificati solo da medici pubblici; visite fiscali estese da 4 ad 11 ore al giorno ed i risparmi non rimangono a scuola. Quest’ultimo punto fa infuriare i sindacati: è materia di contrattazione.

Rischia di diventare uno dei decreti legge più importanti degli ultimi anni, almeno per il mondo della scuola, quello approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Il dl n. 112 oltre ai 130.000 posti da annullare in quattro anni, attraverso una serie di disposizioni che stravolgeranno le modalità di determinazione degli organici, introduce infatti importanti novità anche nelle situazioni di malattia del personale. Novità che si traducono, è il caso di dire, in restrizioni e penalizzazioni non indifferenti. Soprattutto per chi dovesse ammalarsi con una certa frequenza.
L’articolo 71 del provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 25 giugno prevede infatti che a tutti i dipendenti pubblici, quindi anche a quelli della scuola, si assegni solo stipendio base (“con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio“) in tutte le occasioni in cui la malattia sia stata prescritta per meno di 10 giorni consecutivi. Ciò significa che una percentuale della paga riguardante la giornata lavorativa verrebbe così decurtata: una norma che fa tornare alla mente quella adottata a metà degli anni Novanta per i dipendenti pubblici che si assentavano il lunedì (giorno in cui abbondano le malattie), salvo poi essere annullata nel giro di pochi mesi.
Vi sono novità in vista anche per chi sottoscrive i certificati: gli uffici del personale non saranno più autorizzati ad accettare, tranne che per la prima volta nell’anno, certificazioni prodotte da medici e strutture ospedaliere private. La norma introdotta con l’art. 71 specifica, infatti, che i dipendenti che si assenteranno “per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare l’assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica“.
Le restrizioni riguarderanno anche la fascia di reperibilità che si estenderà quasi di tre volte rispetto all’attuale: da quattro ore complessive al giorno (10-12 e 17-19) si estende a ben 11 ore: “Dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20“. Il medico fiscale potrà essere inviato dal dirigente “anche nel caso di assenza di un solo giorno”: soluzione che sino ad oggi è stata adottata solo in casi eccezionali.

Rimane tutto come ora invece, senza subire alcuna decurtazione, nel caso di alcuni tipi di malattie: si tratta di tutte quelle collegate “ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita“.

Ma le “tegole” per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche non finiscono qui: il dl 112 prevede, infatti, anche che i soldi derivanti da queste nuove procedure non andranno a coprire i fabbisogni della stessa amministrazione, né ad incentivare il personale in servizio impegnato in attività e funzioni cosiddette extra-curricolari. Il decreto legge, sempre all’art. 71, specifica che “costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa“.
Soluzione che troverà l’unica eccezione nelle “assenze per congedo di maternità, compresa l’interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternità, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l’espletamento delle funzioni di giudice popolare“. Come rimarrà tutto invariato per i “dipendenti portatori di handicap grave“.
Su quest’ultimo punto è stata immediata la risposta dei sindacati, secondo i quali il decreto legge andrebbe ad “invadere” un settore da discutere durante i tavoli contrattuali. Se la Flc-Cgil parla di “norme, oggetto tipico della contrattazione”, e per la Uil Scuola “l’intervento rischia di non considerare le specificità retributive“, è decisamente aspra la reazione dello Snals-Confsal: “è del tutto inaccettabile – sostiene il segretario Marco Paoli Nigi – che i fondi derivanti dalla decurtazione dello stipendio per le malattie fino a 10 giorni non possono essere utilizzati dalla contrattazione integrativa. I risparmi per le amministrazioni sono fatti passare come economie di bilancio, mentre è una vera sottrazione al monte salari dei lavoratori. Tra l’altro – continua Nigi – il decreto legge interviene su materie proprie della contrattazione, ma blinda le norme con una nota di salvaguardia: espressamente è detto che non sono derogabili dalla contrattazione collettiva“.
Qualche perplessità sindacale c’è anche “sulla obbligatorietà della struttura sanitaria pubblica, perché – specifica Di Menna – è dubbia la effettiva praticabilità ed utilità della novità, con qualche complicazione burocratica“. Come anche sui controlli medici più serrati: “Nessuno difende i falsi malati – dicono dalla Cgil -ma se il clima è la caccia al dipendente pubblico, anche misure non pregiudizialmente negative diventano ideologiche e sospette

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17 Risposte to “Decurtazioni e super-controlli: penalizzati i malati “una tantum””

  1. nadia said

    sì è giusto guardar dentro alla situazione dei medici di famiglia che spesso rilasciano certificati di ogni tipo senza visitare il paziente. e poi per 5.000 euro al mese (il doppio dello stipendio di un medico specialista ospedaliero) potrebbero lavorare un pò di + dato che fanno solo 2 ore di ambulatorio al giorno e a casa non vanno così spesso. in quale altro paese è così? provate a informarvi!

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  2. Luca Neri said

    l Corriere della Sera da qualche giorno annuncia entusiasticamente che le assenze nella pubblica amministrazione sono in crollo verticale: “tutto merito del decreto anti-assenteismo del prodigioso ministro Brunetta!”, affermano i giornalisti supportati dai dati forniti dal Ministero.

    Ma questi dati ci dicono qualcosa o sono un facile mentire con i numeri? In questo articolo ho elaborato i dati del ministero e ne emerge un quadro molto diverso da quello propagandato dal governo. Come prevedibile le assenze non sono affatto diminuite nonostante ci si dovesse aspettare un immediato e transitorio effetto annuncio.

    Buona lettura.

    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/08/06/leffetto-brunetta-e-una-bufala/

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  3. Luca Neri said

    Ancora una volta: questa normativa e’ sciocca e non funzionale. Ma moltissimi dipendenti della PA che scrivono su questo argomento in questi giorni mi fanno venire una gran voglia di difendere Brunetta anche se ha torto marcio. Gli argomenti che portate sono sbagliati, indifendibili, pretestuosi. Se volete fare qualcosa per la vostra causa, tacete.

    Sulla professionalita’ dei medici che certificano il falso esiste gia’ il reato di falso ideologico. Una falsa certificazione puo’ comportare la galera e la sospensione dall’ordine (non lavorare piu’) per il medico.

    Purtroppo la moralita’ dei dipendenti pubblici e’ messa in discussione dalle statistiche e dalle esperienze comuni. O avete il coraggio di ammettere i privilegi di cui tutti godete e di rinunciarvi o persino chi vuole difendervi non avra’ altro da fare che abbandonare la PA al suo destino. AMEN.

    http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/

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  4. Nino said

    Il principio di Brunetta è lodevole, combattere l’assenteismo in un Paese dove è ormai la norma aggirare tutto ciò che costituisce lavoro mantenendo però i benefici economici…ma adesso cosa ha tirato dal cilindro?Decurtare lo stipendio in caso di malattia.Vuole punire il verificarsi di un processo naturale, a fronte di una parte di lavoratori che lo sfrutta palesemente per i propri interessi?Magari in futuro vorrà licenziare le donne che si assentano in caso di maternità? Caro ministro Brunetta, perché non agisce sulla professionalità di tutti quei medici che certificano il falso invece di cercare di contrastare il fenomeno solo dal basso? La moralità dei medici non è messa in discussione mentre quella dei lavoratori pubblici sì?Doveroso agire nei confronti di chi non mostra alcuna rettitudine ne sono conscio.Allora caro Brunetta tale principio deve valere anche per Ministri, Parlamentari e affini!Pubblicatene le reali presenze in aula e decurtatene lo stipendio in caso di assenza!Quegli individui ovviamente si sentono protetti anche perché il controllo dei cittadini risulta minimo se non impossibile!Certo potrebbero trovare il modo di giustifcare le assenze come “impegni legati alle mansioni della carica rivestita”..su questo non ho dubbi!Ma sarebbe un inizio!Se bisogna agire sull’assenteismo e sulle scappatoie all’italiana allora deve valere per tutti e l’esempio dovrebbe partire proprio dal vertice. Probabilmente è una utopia, lo sfogo di un giovane che giorno per giorno indossa sempre più l’uniforme del precariato!Di contralto perché non valorizzare chi non usufruisce dei giorni di malattia e non si assenta spesso?Costerebbe troppo?E le visite mediche per le malattie di un giorno come verranno pagate? Con i capitali tolti alla Scuola?Con quelli che dovrebbero essere destinati a rivitalizzare e rivalutare il corpo docente e ATA?Un piano ben elaborato da un ministro a mio modo poco modesto e che dovrebbe annoverare tra i provvedimenti un ridimensionamento della spesa parlamentare oltre a puntare il dito sugli statali, perché in mezzo alla moltutitudine ce ne sono tanti che diligentemente fanno il proprio dovere e molti, che a torto, guardano agli onorevoli come esempio e guardando in quella direzione caro Brunetta,essi si costruiscono un alibi per quei comportamenti che Ella ritiene scandalosi!La soluzione immediata e poco riflessiva non è mai la migliore..a mio modesto e forse insignificante parere.

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  5. paolo said

    Ho votato questo governo e adesso sono profondamente indignato per le carognate che stanno facendio verso tutti noi dipendenti della P.A.Vengono ritenute prioritarie discussioni sulla giustizia, quando non si riesce più ad arrivare alla fine del mese con il nostro misero stipendio. Ma le persone “veramente malate” come faranno a sopravvivere se si taglia loro lo stipendio?

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  6. alessandra said

    anche io come qualcun altro vorrei sapere come il “caro ministro” intende comportarsi con i disabili affetti da patologie croniche e invalidanti, visto che la mia amministrazione ha pensato bene dal 25 giugno di togliare anche i giorni per le visite mediche “ospedaliere” ora per fare accertamenti e visite in ospedale occorre prendersi le ferie….

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  7. antonio said

    ma in che mondo viviamo se non ci fidiamo di medici di famiglia ? cosa c’e’ sotto ? perche’ il Presidente Berlusconi non chiarisce questa situazione ? l’abbiamo votato per la trasparenza ma… ?

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  8. francesco said

    sto brunetta mi sta scoglionanto si decurti lo stipendio lui e i deputati

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  9. Giovanni said

    …noi dipendenti della PA per Brunetta saremmo fannulloni. Ed ecco l’articolo 71 scritto per evitare i falsi certificati, salvo rendersi conto a posteriori che gli stessi medici che hanno rilasciato fino ad oggi dette certificazioni saranno gli stessi che rilasceranno anche quelle future. Sono tagliati fuori solo le cliniche private e gli specialisti. Dio mo ma se ho un mieloma, la certificazione me la deve fare un medico di base perchè l’oncologo non è di fiducia? E se venissi operato in clinica privata, devo poi passare dal medico di base per farmi accertare la malattia a posteriori? Ma certo!! tanto i dipendenti PA non avranno mai la possibilità di andare in clinica!!! … e poi ecco i “pianisti”. Il Brunetta anzichè gridare allo scandalo, tace e acconsente!!! e la Presidenza della Camera per calmarci anzichè licenziare i veri fannulloni (parlamentari) dice a tutto titolo che dal 1 gennaio 2009 sarà istallato in Parlamento un nuovo sistema per assicurare la “sicura” presenza dei parlamentari. La piccola differenza è che noi statali prendiamo uno stipendio da schifo mentre loro prendono anche un gettone suppletivo di presenza che si aggiunge alla stipendio da paperoni. Vabbè… questa è l’Italia… Il cane morde sempre il poveraccio

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  10. nunzio said

    Io penso che i tagli li dovrebbero effettuare sui loro stipendi,stipendi da Paperoni,non dalla povera gente che non arriva a fine mese,se è questo che vogliono le conseguenze saranno eclatanti.

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  11. francesco said

    è una pazzia se pensate che a me mi hanno dato da 3 a 4 mesi di prognosi per delle fratture ai piedi oltre al disagio per la mia condizione mi sento anche ostaggio ci concedono l’ora d’aria come se fossimo dei carcerati è vergognoso.

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  12. mario said

    mi sono arruolato nella polizia penitenziaria nel 1987 e vorrei sapere il dottor brunetta cosa faceva e quanto guadagnava in quegli anni in qui venivo obbligato a prestare servizio sul muro di cinta per quattro ore a turno formati da 8 ore di servizio con 11-12 notti al mese e non vi dico quanti pomeriggi dalle ore 16,00 alle ore 24,00 e il tutto senza un riscaldamento e con ghiaccio e pioggia…..

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  13. antonio said

    io penso che il ministro Brenetta non ha pensato che il medico di famiglia è un dipendente del Serv. San. Naz. pertanto, è una persona preposta a rilasciare certificati medici validi a tutti gli effetti in quanto facente parte di una struttura pubblica. Da questo dobbiamo capire chi ci comanda gente bimpreparata.

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  14. [...] inoltre un commento presente su un altro blog, sempre riguardo al Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008 “Decreto [...]

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  15. marco said

    sarebbe interessante sapere cosa accadrà a tutti quei pubblici dipendenti disabili che, per loro sfortuna, devono assentarsi dal lavoro per problemi di salute. verrà decurtato alche a loro lo stipendio?

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  16. Enrico said

    I medici di base sono autorizzati a rilasciare i certificati medici anche per le malattie superiori 10 giorni e dopo la prima, come specifica la nota esplicativa in argomento, ministeriale:

    Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni

    Segreteria Tecnica

    DFP-0031725-04/07/2008-1.2.3

    Parere UPPA n.45/08

    Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

    Dipartimento della Qualità

    Direzione Generale Programmazione Sanitaria

    OGGETTO: Certificazione medica giustificativa dell’assenza per malattia dei dipendenti della pubblica amministrazione. Art.71 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n.112.

    Con il quesito indicato a margine, codesto ministero chiede allo scrivente ufficio l’avviso interpretativo concernente l’art.71 del decreto legge n.112/08.

    Concretamente, si chiede di conoscere quale sia la portata applicativa della disposizione citata allorquando la stessa, al comma 2, prevede che nel caso in cui la malattia del dipendente si protragga per un periodo superiore ai dieci giorni o, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, lo stato di malattia può essere legittimamente giustificato da certificazione medica rilasciata da una struttura pubblica.

    Così come indicato nel quesito, il concetto di struttura sanitaria pubblica acclude sia i presidi ospedalieri che quelli ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale e, pertanto, ai fini della corretta produzione della certificazione di malattia sono naturalmente valide le certificazioni rilasciabili da tali strutture.

    E’ però necessario per una più completa valutazione del valore formale da riconoscere alla certificazione medica, non utilizzare in termini ermeneutici il solo dato strutturale, e cioè quello relativo all’ente da cui promana la certificazione in esame.

    Per una più corretta analisi della problematica è infatti necessario integrare la presente valutazione di alcune considerazioni che attengono il valore documentale che il vigente quadro giuridico riconosce a certificazioni che attestino la temporanea incapacità lavorativa di un dipendente.

    Considerando che, secondo quanto prescritto dalle convenzioni adottate in conformità dagli accordi collettivi nazionali stipulati secondo la disciplina dell’art.8 del D.Lgs.n.502 del 1992, in materia di regolazione dei rapporti fra il Servizio Sanitario Nazionale ed i medici di medicina generale, questi ultimi sono tenuti al rilascio della certificazione “per incapacità temporanea al lavoro”(Accordo collettivo nazionale del 23.03.2005), si ritiene che detti medici possano utilmente produrre la certificazione idonea a giustificare lo stato di malattia del dipendente nelle circostanze indicate all’art.71 del decreto legge n.112/2008.

    IL DIRETTORE DELL’UFFICIO

    Francesco Verbaro

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  17. sere said

    io vorrei sapere come si fa a trovare il sistema dei finti malati che lavorano in p.a. in regioni diverse dalla loro regione di residenza .E che comunque trovano sempre il sistema tramite conoscenze, sia di ospedali che di medici fiscali di loro conoscoscenza di giustificazioni.questi non li beccherete mai a meno che non facciate una legge solo per loro ed l’ italia e’ piena di operatori sanitari che si spostano per andare a lavorare altrove e che sistematicamente mandanoi i certificati per raggiungere la loro famiglia nel propio comune di residenza

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